domenica 28 giugno 2015

Claudio Di Scalzo: Cene lontane per il dimane (con riflessione sulle ideologie di ieri e di oggi)


Ragioneria di Ponsacco-Pontedera. Cena di fine anno. Metà anni Novanta





CLAUDIO DI SCALZO
CENE LONTANE PER IL DIMANE
(con riflessione sulle ideologie di ieri e di oggi)

Questa foto rimanda al mio insegnamento a metà anni novanta a Ponsacco-Pontedera nel pisano. Abitavo sulle colline pisane a Casciana Terme. Val d’Era. Luoghi incantevoli. Tanto che ci girano spot con Bruce Willis o del Mulino Bianco. Un paio di anni dopo sarei partito per la Valchiavenna. Altra terra bella e unica. Dopo aver insegnato a Pisa, al Pacinotti, dove avevo studiato da giovane.

Alla classe nella foto ero legatissimo e tuttora lo sono. Accanto a me Matteo Arcenni. Questo studente, allora, così come oggi, aveva una coerente ideologia di Destra: Alleanza Nazionale allora, oggi Fratelli d’Italia. Nel mio lavoro da docente, ho sempre avuto molti scambi con giovani dentro idee e ideologie che sono distanti dalle mie di quando avevo la loro stessa età. Ho sempre affermato, infatti, che sono stato un partecipante ai moti del ’68 e degli anni settanta, smettendo con la politica nel 1976. Ho così dialogato in tempi di contrapposizioni, anche in Valchiavenna, con giovani leghisti e simpatizzanti verso l’estremismo di destra.

Forse la mia è una curiosità anche da scrittore. Ma non solo, penso. È Umanesimo duemila. Coerenza. Scelta di capire l’Altro. (Ho letto il filosofo Lèvinas). Perché nel 1975-'76, a Pisa, mi rincorrevano per “tonfarmi” non solo i neo-fascisti, ma anche i militanti filo-sovietici del PCI o dell’estremismo di sinistra, perché, scambiandomi, con la Mail-Art, con artisti di paesi del Blocco Comunista dell’Est, diffondevo i loro volantini e appelli. (Paradossalmente chi mi rincorreva, sempre per menarmi, ammesso che ce la facessero! perché non era facile “tonfare” Accio!, e cioè qualche fidanzato o marito cornuto, aveva più basilari motivazioni e per certo non ideologiche!). Allora, a quei tempi, rivelare il Gulag sovietico, parlare di Aleksandr Solzhenitsyn di Salamov, della Cambogia dei Khamer rossi, della dittatura maoista, nella città di D’Alema e Mussi e altri di Democrazia proletaria non era facile. Ma io avevo letto Orwell la “Fattoria degli animali”, e “Buio a Mezzogiorno” e me li aveva consigliati un rivoluzionario come mio padre Libertario detto Lalo, resistente, perché era convinto che dopo i fatti d’Ungheria, negli anni cinquanta, “… di là il comunismo e nemmeno il socialismo non c’è!, c’è una dittatura, un fascismo rosso. Quelli come noi finirebbero nel Gulag, figliolo, non scordarlo”. I conti con gli esisti del comunismo la sinistra italiana ex comunista non li ha mai fatti. Neppure chi oggi critica il PD da sinistra. Ecco perché un nuovo soggetto anti-capitalista non sorge. E la battaglia contro banche ed euro è di altri movimenti.

La classe docente, in Italia, non ha riflettuto sull’abbaglio comunista nel novecento (che è finito pressappoco con la morte di Lenin nel 1924), si è fidata di tanta manualistica ideologica, e poi è diventata tutta liberal, al massimo socialdemocratica, o renziana, e così via. Mantenendo però una preclusione ideologica verso chi esprime convinzioni di Destra. Insomma per sintetizzare, con esempio, se il tema sugli immigrati, sull'Islam, sulla giustizia, sull'euro, è ben scritto, e in esso lo studente presenta o elabora idee della Lega Nord di Salvini, io sempre gli do un voto alto come se a scrivere il tema fosse uno di Emergency con idee di Strada.

Ovviamente, queste mie posizioni, nella scuola (in 35 anni di insegnamento), non mi hanno facilitato l’esistenza. Perché, come poi accadeva a mio padre, avevi contro quelli di Sinistra, e non ti iscrivevi alla Destra. Ma lo eri, iscritto, ad uno strano partito SCALZO basato su di una sola tessera: L’IO ARTISTICO. Che poi, sia detto simpaticamente, faceva la sua discreta figura alle cene con belle professoresse.


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